02/09/2011

... Leandro Fernàndez De Moratìn

"Le classi più illustri e nobili non offrono minor motivo di sdegno a chi le osservi da vicino.

La nobiltà, infatuata, come dappertutto, con i suoi stemmi e le sue pergamene raggrinzite, è tanto superba, tanto sciocca, tanto maleducata, tanto viziosa, che agli occhi di un filosofo, di un galantuomo, appare proprio la parte dello stato più spregevole.

In essa il lusso è giunta all’eccesso; l’ignoranza, la frivolezza, l’insensatezza, la dissolutezza sono vizi comuni, che ormai non meravigliano né scandalizzano più; o per meglio dire, questi vizi sembrano ormai consuetudini."

[...]

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... Karl Kraus

"Napoli è una città estremamente morale, dove si possono cercare mille ruffiani prima di trovare una puttana."

 

Karl Kraus, 1912

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... John Horne Burns

"Non fui capace di situare Napoli in nessun secolo perché ha un sapore ad un tempo moderno e medievale, un misto di stanchezza, di fretta e di disgusto. Anche mezzo distrutta, Napoli è furiosamente viva per se stessa e in relazione al mondo esterno.

Il colle sul quale si adagia con le gambe divaricate come una prostituta ubriaca, trema quando essa si rivolta sul suo giaciglio a forma di ventaglio ..."

 

John Horne Burns, 1947

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... Johann Wolfgang Goethe

"L’orribile accostato al bello, il bello all’orribile, si annullano a vicenda e finiscono per produrre una sensazione di indifferenza. Non v’ha dubbio che il Napoletano sarebbe un altr’uomo, se non si sentisse prigioniero tra Dio e Satana…"

[…]

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... Johann Gottfried Seume

"... considero i Napoletani una delle nazioni più valorose e più generose, come in genere gli Italiani. Tutto il male che si può dire di questo paese riguarda solamente il governo, la cattiva struttura statale e la cattiva amministrazione, e la depravazione religiosa ..."

 

Johann Gottfried Seume, 1802

(tratto da "Dadapolis. Caleidoscopio napoletano", di Fabrizia Ramondino e Andreas Friedrich Muller - Einaudi 1989)

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